PARTE PRIMA

Geologia

La zona, oggetto di questa ricerca, si estende
- a Nord fino alle cave di marmo della Val d'Astico,
- a Sud fino alla cava di San Vito di Leguzzano,
- a Est raggiunge le morene di Piovene Rocchette,
- a Ovest infine lambisce la Valle dell'Agno e si spinge sino al Monte Pasubio.
Al suo interno le località mineralogiche più interessanti sono situate nei territori di Schio (Tretto-Monte Magrè) e di Pievebelvicino (Monte Civillina, Val Zuccanti e Val Mercanti).
Si tratta di un territorio oggetto di interessanti studi da parte di molti geologi, soprattutto per quanto riguarda la Val Leogra.
In effetti tale valle presenta la particolare caratteristica di permettere lo studio degli strati rocciosi appartenenti a tutte le Ere della storia geologica del pianeta Terra.
Le formazioni rocciose affioranti sono molto numerose, estendendo la serie dei terreni dal basamento scistoso-cristallino (filladi quarzifere) dell'Era primaria o Paleozoica) a formazioni quaternarie (materiale sedimentario prodotto dall'erosione fluvio-glaciale).
Nel Veneto si possono studiare tre grandi unit… geomorfologiche:
le Alpi Dolomitiche,
le Prealpi,
la Pianura Veneta.
Le Alpi Dolomitiche sono caratterizzate da vasti affioramenti di sedimenti del Paleozoico e soprattutto del Mesozoico. A tale era infatti risale l'origine delle Dolomiti, formatesi ad opera di coralli e alghe calearee in un ambiente che ricorda quello degli attuali arcipelaghi corallini del Pacifico.
Lo spessore di queste formazioni è giustificato dal lento e continuo abbassamento del fondo marino che portava di conseguenza ad un progressivo accrescimento delle scogliere organogene.
La pianura è chiaramente di natura alluvionale grazie alla ricchezza di corsi d'acqua che hanno favorito il deflusso e il deposito del materiale roccioso disgrega- tosi per opera degli agenti esogeni, quali aria, acqua, ghiaccio, sole, .., cui si è aggiunto, purtroppo, anche l'uomo in alcuni deprecabili casi.
Il nostro territorio appartiene all'unità detta Prealpi, che presenta soprattutto rocce del Mesozoico, con formazioni terziarie verso la pianura.
Da ricordare il giacimento di pesci fossili di Bolca, con una latina simile a quella attualmente presente nella regione indo-pacifica.
All'opposto la nostra zona è molto interessante sotto l'aspetto mineralogico per la presenza di minerali, sia pur di ridotte dimensioni ma molto rari.
Le rocce costituiscono le giaciture generali dei minerali ed è pertanto opportuno riportare qui di seguito alcuni cenni di Petrologia, scienza che studia i processi attraverso i quali le rocce stesse si sono formate.
Le rocce sono associazioni di minerali formanti la crosta terrestre, con caratteristiche tali da poterle distinguere da altre rocce adiacenti e, quanto alla formazione, sono riconducibili a tre processi fondamentali: Magmatico-Sedimentario-Metamorfico.
Al di sotto della crosta terrestre vi è una massa fusa che prende il nome di Magma: è un fluido ricco di gas, tra i quali i più abbondanti sono l'anidride carbonica e il vapore acqueo.
Può accadere che questo magma risalga verso la superficie senza giungervi, raffreddandosi molto lentamente con conseguente formazione di minerali ben cristallizzati (es. Granito). Le rocce cosi formate prendono il nome di rocce magmatiche intrusive, perchè il consolidamento avviene all'interno della crosta terrestre.
Le rocce magmatiche effusive si originano, invece, per rapido raffreddamento del magma, e possono presentare due aspetti: o una struttura con cristalli non appariscenti, in quanto estremamente piccoli, o una struttura totalmente o parzial- mente vetrosa (es. Porfido-Ossidiana).
Le rocce sedimentarie si originano per processi meccanici o fisici e chimici. Vi può essere in ambiente acquoso la deposizione di particelle detritiche sino a formare strati che, lentamente compressi, via via si consolideranno cementandosi e trasformandosi in rocce.
Altro processo che si può citare è quello evaporitico: quando, cioè, si ha una forte evaporazione di acque contenenti sali in soluzione che si concentreranno pertanto sino a formare accumuli di minerali, quali il gesso o la salgemma.
Da ricordare infine le stalattiti e le stalagmiti che si formano all'interno di grotte.
Evidentemente anche queste rocce sono poi entrate a far parte del gioco della tettonica e quindi delle terre emerse, sotto forma di montagne, a causa di lentissimi movimenti di piegamento e di sollevamento della crosta terrestre.
Quanto alle rocce metamorfiche si possono distinguere varie origini:
- per infossamento di altre rocce sotto la superficie terrestre a profondità variabili, con conseguente trasformazione a causa della pressione e dell'innalzamento della temperatura;
- per contatto di rocce con il magma;
- per modifica della composizione chimica, in seguito alla circolazione di fluidi di origine magmatica.
Bisogna tener presente tuttavia che non si possono distinguere così nettamente perchè nella realtà esistono numerosi esempi di casi intermedi.
Anche la schematizzazione seguente è solo dovuta a comodità di studio.
Le rocce più antiche del nostro territorio, sono senza dubbio le Filladi quarzifere o scisti quarzoso-micacei, più conosciute localmente come "Lardaro".
Sono rocce metamorfiche, quindi derivate da altre formazioni rocciose.
Si rinvengono soprattutto nel bacino del Leogra. Qualche traccia vi è nel bacino del Posina.
L'evidente scistosità è dovuta alla metamorfosi da materiali argillosi.
Appartengono al pre-Permico (Paleozoico) e sono attraversate in più punti da filoncelli di rocce eruttive di notevole importanza per la genesi delle sorgenti minerali.
Al di sopra si rinvengono arenarie quarzose del Permiano (Palcozoico): sono rocce sedimentarie a grana media originatesi per la cementazione di granuli sabbiosi. Sono dette "Arenarie di Val Gardena" dalla località dove per la prima volta sono state oggetto d'indagine.
Sopra queste arenarie vi sono dei grossi banchi di calcare dolomitico compatto, di colore grigio più o meno scuro, detti "calcare a Bellerophon" per i fossili contenuti. Sono rocce sedimentarie e l'ambiente di deposito può essere paragonato a quello lagunare.
Le arenarie si trovano in abbondanza nella zona di Valli del Pasubio; i calcari nella Val Posina.
Per l' Era Secondaria o Mesozoica, occorre distinguere tre gruppi di rocce, più precisamente quelle appartenenti al Trias, al Giurese, al Cretaceo.
Il Trias inferiore è costituito da sedimenti arenacei, ricoperti da strati calcarei, presenti nel bacino del Leogra, nell'alto Posina e al Tretto.
Il Trias medio è caratterizzato da calcari nodulari con intercalazioni marnose, coperti da arenarie rosse (es. Monte Enna) o da conglomerati (es. Tretto) alternati a calcari nerastri. Si rinvengono pure rocce intrusive porfiritiche (es. Monte Guizza) (Monte Alba).
Al di sopra vi sono dei calcari cristallini a grana assai fine, detti "... del Monte Spitz" dall'omonima località del Recoarese. Questi calcari sono attraversati da filoni di rocce eruttive con presenza di minerali metalliferi (es. blenda, galena, pirite, ... ) e non (es. barite).
Le mineralizzazioni più importanti si riscontrano tra Recoaro e Schio (es. Monte Civillina, Monte Cenglìo, ...
Il Trias superiore è costituito soprattutto di Dolomia di color grigio-perla che va a costituire gran parte del bacino del Chiampo, dell'Agno, del Leogra, del Posina, dell'Astico e dell'Altipiano dei Sette Comuni.
Il Giurese è caratterizzato dallo sviluppo di rocce calcaree, cosi dicasi per il Cretaceo.
Vi sono calcari compatti, color bianco-avorio (Biancone). I calcari del Cretaceo superiore sono invece rossi, fittamente stratificati (Scaglia).
Formano una fascia che dai piedi del Monte Summano raggiungono il Tretto meridionale, rispuntando a Magrè e passando poi nei bacini dell'Agno e del Chiampo.
L'Era Terziaria presenta una varietà assai notevole con formazioni legate ai suoi periodi Eocene, Oligocene, Miocene, ma presenti soprattutto nelle colline fra Bassano e Thiene, nei Lessini e, nei colli Berici.
I depositi quaternari occupano la parte pianeggiante del nostro territorio e sono dovuti in gran parte all'opera demolitrice e modellatrice delle acque correnti e dei ghiacciai. A tal proposito i materiali morenici sono ben rappresentati nella Val d'Astico, nella Val Posina e presso Laghi e costituiscono le tracce di uno o più rami del grande ghiacciaio trentino.
Di minor entità i depositi morenici della Val Leogra rinvenibili nella zona di Staro e dovuti ad un ghiacciaio molto probabilmente locale.
Le profonde incisioni operate dai torrenti hanno posto in luce le rocce più antiche (Filladi) e hanno dato l'opportunità di studiare la serie geologica delle rocce del Vicentino.
Dopo l'esame delle caratteristiche geologiche, è necessario uno sguardo alla struttura tettonica, cioè alla disposizione delle rocce come risultante di deformazioni, di dislocazioni prodotte da forze che agiscono all'interno della crosta terrestre.
Nelle masse rocciose si vengono a creare pieghe più o meno accentuate e fratture e faglie, cioè fratture accompagnate da spostamento orizzontale e/o ver- ticale.
Da ricordare la faglia "Schio-Vicenza" a direzione NW-SE e che interessa un vasto territorio dal Trentino ai Colli Euganei.
La dislocazione fondamentale corrisponde alla formazione di un'ampia piega a forma di cupola, con spostamento verticale notevole per il nostro territorio,
Questa struttura fondamentale a piega è stata però modificata da un complesso sistema di fratture generalmente accompagnate da spostamento: ad esempio, la faglia a direzione WNW-ESE che passa per il passo di Pian della Fugazze.
I movimenti tettonici si sono succeduti dal Miocene fino al Quaternario, cioè da 20 a qualche milione di anni fa.
La geologia della zona è tuttavia in continua evoluzione sia per forze esogene che per forze endogene.




Copertina Parte II - Storia